Cortesi Gallery, London

Checkmate: Games of International Art from the Sixties to Now

a cura di Ilaria Bignotti

21 settembre – 30 novembre 2016
Inaugurazione: 21 settembre, 18.00-20.30

Cortesi Gallery è lieta di presentare la collettiva dal titolo Checkmate. Games of International Art from the Sixties to Now. La mostra riunisce lavori di Alberto Biasi, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Tony Cragg, Piero Dorazio, Tano Festa, Lucio Fontana, Joseph Kosuth, Heinz Mack, Giulio Paolini, Jesús-Rafael Soto, Grazia Varisco.

Checkmate suggerisce un percorso di lettura critica attraverso l’idea che l’opera d’arte sia il luogo per antonomasia dello spiazzamento visivo e concettuale, non solo in quanto è capace di sorprendere le aspettative del pubblico, con la provocazione insita nelle sue forme, ma anche perché sa creare cortocircuiti tra elementi differenti, facendone emergere nuove letture che affrontano i fondamenti del tempo, dello spazio, del linguaggio.
La mostra, sin dal titolo, si offre a diverse chiavi interpretative: dall’immagine della scacchiera come griglia ragionata con la quale l’artista organizza il fluire dell’intuizione in un sistema di linguaggio, a “una tavola da gioco” dove intrecciare strategie e confrontarsi con gli spettatori.
Su questa ambiguità si articola la partita giocata alla Cortesi Gallery: dal lavoro di Joseph Kosuth, Art as idea as idea (1967), a Uno, cento, mille (1979) di Alighiero Boetti, un alfabeto negato a colpi di penna a sfera blu, dove uniche sopravvissute sono le virgole sulla scacchiera del non detto e delle intuizioni.
Vi risponde Orizzonte+piramide, paesaggio metafisico di Heinz Mack del 1972, dove stagliato su un campo di alluminio, un orizzonte è indicato dal vertice di una piramide a sua volta definita da un orizzonte, in un gioco concettuale di richiami.
Ribattono opere appartenenti alla grande stagione sperimentale post-spazialista e cinetico-programmata: la Superficie (1987) di Enrico Castellani, tra addensamenti e annegamenti di luce e ombre; le forme estroflesse e disegnate sulla tela dell’opera del 1967 di Agostino Bonalumi; le tensioni lamellari di Alberto Biasi, che si muovono lungo una ruota di diagonali ritorte (1962-1966); la pittura reticolare di Piero Dorazio, intitolata Piccola premura (1962-1963), un gioco tra arancione e blu, in tutte le sue sfumature. E la scacchiera di alluminio vibratile di Jesús Rafael Soto che confligge con un campo rosso, tautologicamente intitolata Purpura y plata del 1969.
Infine, I rossi e blu della tenda aperta sul Particolare della finestra di Tano Festa del 1965 rimettono in gioco il percorso espositivo, chiedendo al pubblico di crearsi da sé, in nome di una libera invenzione delle regole della partita, il viaggio nei linguaggi del visivo, liberamente componendo e scomponendo la propria visione estetica, offrendogli quegli strumenti del comunicare, e dell’interpretare, l’opera d’arte.
Il percorso espositivo, accompagnato da una pubblicazione inedita, consegna al pubblico la possibilità di ripartire con il gioco, inventando nuove possibilità nella partita tra sguardo, emozione, relazione, attraverso le tre Tavole magnetiche di Grazia Varisco, create tra la fine degli anni ’50 e la soglia degli anni ’60.
Checkmate propone relazioni sia tra opere realizzate tra fine anni ’50 e anni ’70, che appartenenti al periodo attuale. E’ infatti da due lavori recenti, Zeusi e Parrasio del 2003 e Points of view del 2007, rispettivamente firmate da Giulio Paolini e Tony Cragg, poste in una ideale diagonale visiva nello spazio della galleria, che si avvia il percorso espositivo.
Entrambi i lavori interrogano lo spettatore sul mistero dell’opera, come suggerisce Giulio Paolini a proposito della sua lirica e metafisica installazione, della quale una seconda versione è conservata al Castello di Rivoli: “[…] L’autore, rivale di se stesso, di fronte al primato dell’opera […] si dissolve, l’opera resta in attesa dell’immagine”. Di questa attesa si fa testimone anche Point of view di Tony Cragg, realizzata nel 2007, che idealmente guarda a Giulio Paolini: lo spettatore vi trova, e perde, profili di volti, in un alternarsi di presenze e assenze di volumi.


Cortesi Gallery London
41 & 43, Maddox St
W1S 2PD London – UK
+44 20 74 93 6009

Assistant director:
Ottavia Fontana
ottavia@cortesigallery.com