Heinz Mack, Untitled (Chromatic Constellation), 2016, acrylic on canvas, 210 x 250 cm. Courtesy of Archive Heinz Mack.

Cortesi Gallery Milano

HEINZ MACK: IL RESPIRO DELLA LUCE

A cura di Francesca Pola

13 settembre – 15 novembre 2019
Inaugurazione: 12 settembre 2019, dalle 18 alle 20.30
Presentazione del catalogo alla presenza dell’artista: 24 ottobre 2019, dalle 18 alle 20.30

 

Heinz Mack (Lollar, 1931) è una figura fondamentale nell’arte della seconda metà del XX secolo: artista radicale e rivoluzionario, attivo dagli anni Cinquanta nel segno di un’essenzialità espressiva e operativa in continuo rinnovamento.
Questa mostra alla Cortesi Gallery, curata da Francesca Pola, è la prima mostra monografica dedicata all’artista in Italia che intenda ripercorrere con questa ampiezza il suo intero iter creativo. Si colloca a quasi sessant’anni dalla sua prima personale italiana, che si tenne nel 1960, proprio a Milano, alla Galleria Azimut, su invito di Enrico Castellani e Piero Manzoni.

Realizzata in stretta collaborazione con l’artista e il suo studio, l’esposizione raccoglie una serie di esempi fondamentali del suo lavoro, concentrandosi su uno dei nodi principali della sua riflessione creativa: la relazione tra luce, colore, struttura e spazio. Le opere esposte, molte delle quali di grande dimensione, vanno dal 1959 al 2018 e segnano momenti cruciali di un’attività creativa che ha visto Mack collocarsi precocemente tra i protagonisti della scena artistica internazionale.

Tutto il lavoro di Mack si è da sempre concentrato sul ruolo fondamentale della luce come fattore costitutivo della visione, facendone il fulcro di una poetica che ha inteso modificare radicalmente le coordinate dell’arte contemporanea. L’artista, iniziatore nel 1957 (con il collega e amico Otto Piene) del movimento internazionale di ZERO, ha sperimentato una pluralità di tecniche che vanno dalla pittura al rilievo, dalla scultura all’installazione, dal disegno alla scrittura, dalla fotografia al film. Non solo ha impiegato creativamente materiali non convenzionali legati al mondo industriale, quali ad esempio resine sintetiche, alluminio, plastica, plexiglas, vetro, acciaio, dispositivi luminosi e cinetici; ma ha anche saputo innovare profondamente l’uso e i risultati di quelli in apparenza più convenzionali, quali ad esempio olio, acrilico, marmo, bronzo. L’identità tra luce e colore, declinata in forme di relazione dialettica e attiva quali struttura, vibrazione, ritmo, costituisce il fattore centrale di continuità e metamorfosi della sua opera, che si intende presentare in questa mostra attraverso il “respiro” di questa luminosità (in) variazione di superfici e spazi.

L’esposizione prende le mosse da una rarissima opera del 1959 appartenente al ciclo dei “Lichtrelief”, “rilievi luminosi” in alluminio, che venne esposta nel gennaio 1960 alla Galleria Azimut di Milano nella storica mostra “La nuova concezione artistica”, e dedicata sul retro all’amico artista Piero Manzoni. In parallelo a questo e altri “rilievi luminosi”, è esposta una selezione di significativi dipinti dal ciclo delle “Dynamische Struktur” (strutture dinamiche), molte delle quali presentate in significative occasioni espositive dei primi anni di ZERO (ad esempio, alla Hessenhuis di Anversa o alla Galerie Schmela di Düsseldorf), che interpretano il medesimo tema della vibrazione luminosa attraverso una analoga strutturazione e una tavolozza cromatica ridotta all’essenzialità di neri, bianchi e grigi. Due importanti sculture Stele di tre metri (1966), nel loro catalizzare la luce attraverso vetri e lenti, si presentano come dispositivi di modificazione dello spazio, insieme al grande Erzengel Michael und Gabriel (Archangel Michael and Gabriel) del 1972.

È da questa stessa zona liminale del colore, tra luminosità e buio, che Mack considera luogo germinale della visione, che matura la grande transizione del 1991, quando l’artista si concentra su un nuovo lavoro pittorico che traduce in un’inedita e sorprendente chiave cromatica le sue intuizioni di ridefinizione della superficie e dello spazio. Nascono così le monumentali “Chromatische Konstellation” (costellazioni cromatiche): una pittura dirompente, fatta di colori puri, nella quale non c’è nulla di naturalistico o descrittivo, quanto piuttosto un dispiegarsi dello spettro luminoso come distillato di pensiero ed energia. In mostra sono esposti veri e propri capolavori del ciclo, come Ex Tempora (1998), opera di quasi quattro metri per tre che materializza esemplarmente questa visione del colore come spazio e luce, che procede per gradi intermedi di oscillazione, in opere dove tutto è ritmo, sequenza armonica di un espandersi cromatico in libere sensualità e dirompente luminosità. A completamento della mostra, sono anche presentate alcune sculture che indagano in chiave tridimensionale questi aspetti, come Circular Space Sculpture – Large Colour Spiral (2000). Una particolare attenzione è dedicata alla recente attività dell’artista, nella quale la dialettica di colori puri delle sue “Chromatische Konstellation” (costellazioni cromatiche) del 2018, stratificate o giustapposte, in contrappunto o gradazione, articolano le spazialità della superficie in nuove, radiose armonie tonali.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano / inglese), curato da Francesca Pola ed edita da Skira, che include un ampio saggio critico con fotografie di contesto, le immagini di tutte le opere in mostra, una significativa selezione di scritti dell’artista in relazione ad esse, vedute della mostra, e un’appendice bio- bibliografica. Fondato su un’estesa ricerca storico-artistica, intende offrire nuovi spunti e occasioni agli studi internazionali sul lavoro di Heinz Mack.


Biografia

Lo scultore e pittore tedesco Heinz Mack nasce a Lollar nel 1931 e frequenta la Staatliche Kunstakademie (Accademia statale delle Belle Arti) a Düsseldorf dal 1950 al 1953; successivamente studia filosofia all’Università di Colonia fino al 1956, si laurea in entrambi i corsi di studio con esami di stato.

Nel 1957, Heinz Mack fonda il gruppo ZERO a Düsseldorf, Germania, con Otto Piene.
Oltre alla sua partecipazione a Documenta III (1964) e Documenta VI (1977), l’artista rappresenta La Repubblica Federale Tedesca alla XXXV Biennale di Venezia nel 1970. Nello stesso anno Mack ottiene anche una cattedra ad Osaka, Giappone e diventa membro effettivo dell’Akademie der Künste (Accademia delle Arti), a Berlino di cui fa parte fino al 1992.
All’artista sono stati conferiti i maggiori premi tra cui il Premio Arte della città di Krefeld (1958), il Premio Marzotto (1963), il Premier Prix Arts Plastiques alla IV Biennale di Parigi (1965), ), l’Adolf- Grimme Recognition Award per il film ‘Tele-Mack’ (1970), primo premio all’ International Competition of Light 79 nei Paesi Bassi (1979), il Conferimento all’ordine del merito della Renania Settentrionale – Vestfalia, il Großer Kulturpreis della Rheinischen Sparkassen-Verbands (1992), la Gran Croce al merito della Repubblica Federale Tedesca per il suo lavoro e ruolo di ambasciatore della cultura (2004) così come il premio della Fondazione Culturale della città di Dortmund (2012). È stato anche insignito della Gran Croce al merito con stella della Repubblica Federale Tedesca nel 2011.
Nel 2016, la città di Düsseldorf conferisce ad Heinz Mack il Jan-Wellem-Ring. Riceve la medaglia Moses Mendelssohn nel 2017. Nello stesso anno, a Düsseldorf, Mack viene insignito del titolo di cittadino dell’anno 2017 per il suo impegno/successo lungo una vita.
Nel giugno 2014, l’insieme scultoreo ‘The Sky Over Nine Columns’ (Il cielo su nove colonne) viene inaugurato sull’ isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Le nove colonne, di otto metri ciascuna, sono coperte da più di 850,000 tessere dorate. Dall’inizio di settembre 2015 fino a maggio 2016, l’opera verrà esposta difronte al museo Sakip Sabanci ad Istanbul. Dal giugno 2016 le colonne si possono ammirare a Valencia – circondate dall’ architettura futuristica di Santiago Calatrava nella Ciudad de las Artes y las Ciencias. L’installazione è in mostra sulla riva del lago St. Moritz da dicembre 2016 fino ad aprile 2017.
Nell’ ottobre 2014 viene inaugurata una grande mostra ZERO al Museo Solomon R. Guggenheim di New York che si sposterà, negli anni successivi, in vari luoghi tra cui il Martin Gropius Bau a Berlino, il museo Stedelijk ad Amsterdam ed il museo Sakip Sabanci ad Istanbul per un totale di circa 700,000 visitatori.
Nell’ estate del 2015 il consiglio accademico della Kunstakademie di Düsseldorf elegge ad unanimità Mack membro onorario ed una mostra antologica si svolge nei musei di Baden-Baden, Ulm e Duisburg.
Nel 2016 e nel 2017 varie mostre personali si svolgono in musei e gallerie a Istanbul, Berlino, Colonia, Parigi, Singapore, Vienna, New York, e Hong Kong e viene pubblicata un’ampia collezione di libri.

Il catalogo raisonné della pittura ZERO di Mack viene presentato nel contesto di una mostra personale all’Akademiegalerie di Düsseldorf.
Nel 2018 al Goethe-Museum di Düsseldorf ha luogo un’esposizione speciale di Mack e Goethe. Nel 2019 la prima mostra personale di Mack in Africa inaugura il Musée Théodore-Monod d’art africain a Dakar, Senegal. Altre mostre internazionali vengono presentate nel 2019.
La luce rappresenta un tema centrale nell’arte non figurativa di Heinz Mack. La sua opera poliedrica include sculture realizzate con vari materiali – anche monumentali per spazi aperti, rilievi luminosi, cubi luminosi, rotori luminosi, stele luminose, dipinti, pastelli, disegni ad inchiostro, grafiche, fotografie, mosaici, ceramiche, disegni concettuali di spazi esterni ed interni, allestimenti scenografici, così come opere letterarie.
Le opera di Heinz sono state esposte in più di 300 mostre personali e numerose mostre collettive. Le sue opere rientrano nel patrimonio di più di 136 collezioni pubbliche. Il suo lavoro è documentato da una moltitudine di libri e cataloghi e da due film.
Heinz Mack vive e lavora a Mönchengladbach in Germania e ad Ibiza, Spagna.


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