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© 2017 Cortesi Gallery

Alighiero Boetti

(1940 a Torino, Italia – 1994 a Roma, Italia)

Alighiero Boetti nasce a Torino nel 1940, inseguito si sposta a Roma dove vive e lavora fino al 1994, anno della sua morte. I primi lavori degli anni 60 sono coinvolgono maggiormente gli oggetti nell’ottica della del movimento dell’Arte Povera.  Ciononostante, con il passare degli anni, le sue opere diventano sempre più distintive del suo fare artistico e concettuali. La dualità è sempre stato un elemento importante nella sua personale elaborazione di arte, a testimonianza di questo interesse, a partire dal 1968 decide di aggiungere una “e” di congiunzione tra il suo nome e cognome, creando un nuovo personaggio che utilizzo per tutta la sua carriera. 

Boetti viaggia moltissimo nella sua vita, è il 1971 quando per la prima volta si reca in Afghanistan, paese che visita costantemente fino all’invasione dell’armata Russa nel 1979. Affascinato dai ricami realizzati dai tessitori afgani, gli commissiona la produzione di lavori di grandi dimensioni, inclusi le famose Mappe, Arazzi e Kilims. I ricami erano inizialmente pensati e disegnati in Italia, con l’aiuto dei suoi assistenti, per poi essere fabbricati in Afghanistan. Tuttavia, dopo l’invasione russa nel 1979 la produzione venne sposta in Pakistan. Queste circostanze danno a Boetti la possibilità di integrare nei suoi lavori la cultura Medio Orientale con quella Occidentale (spesso rappresentata dalla scrittura Farsi), grazie anche al suo forte interesse per i principi legati all’opposizione e alle armonie che permettono di creare questo ponte tra Est e West. 

Boetti elabora un linguaggio artistico caratterizzato da codici di classificazione come: numeri, carte geografiche e alfabeti, sperimentando la grande varietà di materiali e tecniche, evocatrici di antiche manualità artigianali. Non ultimo l’utilizzo di penne a sfera (Biro) e il sistema postale, che diventeranno fondamentali per il suo sviluppo artistico .

I lavori di Boetti con le biro raggiungono un posto di primo piano all’interno della sua produzione artistica; il complesso motivo che caratterizza la superficie di queste opere è realizzato attraverso il segno di centinaia di migliaia di tratti fatti a biro meticolosamente realizzati da amici e conoscenti. Il risultato finale conferisce alla carta l’impressione si una complessa superfice vibrante. Cosi come nelle opere di tessitura, anche per questa tipologia di opere, il linguaggio e la comunicazione sono il fulcro del lavoro artistico. 

Lettere dell’alfabeto sono spesso tracciate in modo da formare indice sul lato sinistro del foglio. Successivamente Boetti posizione delle virgole seguendo il lato orizzontale in modo che queste corrispondano ad ogni lettera dell’alfabeto. In questo modo il lavoro può essere “letto” da sinistra a destra seguendo la posizione delle virgole in relazione alle lettere. 

 

Alighiero Boetti partecipa a due edizioni di Documenta e cinque Biennali di Venezia, è presente in numerose rinomate collezioni pubbliche e privare in giro per il mondo. È stato esposto nelle maggiori gallerie in Europa e negli Stati Uniti. Nel gennaio 2013 la fondazione MAXXI organizzò una personale dedicata ai lavori dell’artista, nella stessa occasione per rendere omaggio all’artista e alla mostra la città di Roma dedicò la piazza del MAXXI a Boetti. Altri enti museali tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (Madrid), Tate Modern (Londra) and the Museum of Modern Art – MoMA (New York)