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© 2017 Cortesi Gallery

Giuseppe Santomaso

(1907-1990 Venezia, Italia)

Giuseppe Santomaso nasce a Venezia il 26 settembre 1907, figlio di un maestro orafo e commerciante di pietre preziose: affianca ad una iniziale formazione nell’ambito dell’oreficeria una precoce passione per la pittura, che alla fine prevarrà sulle volontà paterne. Esordisce alle collettive dell’Opera Bevilacqua La Masa nel 1926, dove espone assiduamente fino alla fine degli anni quaranta. In questi anni conosce il critico Giuseppe Marchiori e frequenta lo scultore Alberto Viani, con cui condivide il desiderio di apertura alle moderne tendenze della cultura artistica europea. Nel 1932 si sposa con Lucia Zaccari, violinista diplomata al Conservatorio veneziano “Benedetto Marcello”.

Al 1934 risale la prima partecipazione alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dove tornerà anche in numerose edizioni successive, nel 1936, 1948, 1950, 1952, 1954, 1956, 1964, 1986, 1988. Il 1937 segna una prima svolta nel percorso dell’artista: i viaggi in Olanda, su invito del collezionista E. J. Duintjer Jzn., conosciuto a Venezia nel 1936, e a Parigi, lo mettono in contatto diretto con gli sviluppi dell’avanguardia europea. Nel 1939 ha una personale a Parigi alla Galerie Rive Gauche, presentato da Marchiori e partecipa alla seconda mostra del movimento di “Corrente” alla Galleria Grande di Milano; l’anno seguente ha la prima personale in Italia alla Galleria Genova di Genova; partecipa, inoltre, alla III e alla IV edizione del Premio Bergamo (1941 e 1942). Nel 1942 ha una personale alla Galleria della Spiga a Milano e nel 1943 espone alla IV Quadriennale di Roma. Nel gennaio 1945 nasce la figlia Marina e l’artista illustra la raccolta di poesie Grand Airdel poeta Paul Eluard.

Nel 1946 conosce a Venezia la collezionista americana Peggy Guggenheim, con la quale stringe un rapporto di amicizia e fiducia destinato a durare negli anni; si lega d’amicizia anche con l’imprenditore bresciano Achille Cavellini, che diverrà suo collezionista. Nello stesso anno promuove e sottoscrive il manifesto della Nuova Secessione Artistica Italiana, poi Fronte Nuovo delle Arti, raccolto sotto la guida di Marchiori. Nel giugno del 1947 partecipa alla prima mostra del gruppo a Milano alla Galleria della Spiga; nell’autunno trascorre un periodo alla “Rotta”, la casa di campagna di proprietà di Marchiori nei pressi di Lendinara, dove nasce il ciclo delle Finestre.

Nel 1948 è presente alla XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, l’anno successivo è invitato alla rassegna curata da Alfred Barr e James Thrall Soby, Twentieth-Century Italian Art, presso il Museum of Modern Art di New York. Tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50 intensifica l’attività espositiva, soprattutto all’estero, e si aggiudica diversi premi, tra cui il Premio Nazionale di Pittura Golfo della Spezia (1949 e 1952), il premio Incom alla XXV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (1950) e il Premio Marzotto (1958). Partecipa alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1951, 1953 e 1961 e alla documenta di Kassel nel 1955, 1959 e 1964. Nel 1952 entra a far parte del Gruppo degli Otto, sostenuto dal critico Lionello Venturi. Nel 1953 ha una personale alla Hanover Gallery di Londra, presentato dal critico Herbert Read; nel 1954 alla XXVII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia gli viene dedicata una sala personale e assegnato il Premio per la Pittura a un artista italiano.

Nel 1957 inizia l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove rimarrà fino al 1975. Nel medesimo anno ha la sua prima personale negli Stati Uniti, alla Galleria Grace Borgenicht di New York; ne seguiranno altre nel 1958, 1962, 1965, 1968, 1983. La Borgenicht costituisce un punto di riferimento cruciale per l’attività espositiva dell’artista negli Stati Uniti, sia per la relazione diretta con l’espressionismo astratto americano sia per la sua fortuna collezionistica. Tra la fine degli anni ’50 e il 1960 trascorre lunghi soggiorni in Polonia, in Spagna e in Puglia, che esercitano una forte suggestione sulla sua pittura. Il ciclo pugliese, in particolare, viene analizzato da Pierre Francastel in Cicale e cattedrali(1962) e da Werner Haftmann in Santomaso in Puglia(1964). Inizia a collaborare con la Galleria Im Erker di Franz Larese a St. Gallen, luogo d’incontro di artisti, filosofi e letterati (Martin Heidegger, Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto, Hans Hartung, Max Bill). Nel 1960 gli vengono dedicate due importanti mostre monografiche allo Stedelijk Museum di Amsterdam e al Palais des Beaux- Arts di Bruxelles. Profondamente colpito dalla disastrosa alluvione di Firenze del 1966, realizza il primo Omaggio al Crocifisso di Cimabue, opera che segna il passaggio verso un approccio minimalista al medium pittorico. Nel 1969 stipula il primo contratto con la Galleria Blu di Peppino Palazzoli a Milano, che lo rappresenterà in esclusiva per l’Italia fino al 1973. Nel 1972 l’amicizia con il poeta Ezra Pound sfocia nella realizzazione del libro d’arte An Angle(Erker Press). Tra il 1977 e il 1978 realizza la serie delle Lettere a Palladio, che vengono presentate nel 1979 nell’ampia antologica allestita presso la Fondazione Joan Mirò di Barcellona, in seguito itinerante a Monaco presso la Staatsgalerie Moderner Kunst. Nel 1984 riallaccia i rapporti con la Galleria Blu di Milano, diretta da Luca Palazzoli, con un contratto di esclusiva mondiale. Nel 1988 partecipa per l’ultima volta alla Biennale di Venezia presentando un nucleo di opere recenti, significative della produzione degli anni ’80, in cui l’artista, ancora una volta, rilegge l’immagine della sua città natale, mettendo in atto nuove corrispondenze, angolazioni, cromie.

L’artista muore a Venezia il 23 maggio 1990.