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© 2017 Cortesi Gallery

Ivan Picelj

(1924 in Okučani - 2011 in Zagabria, Croatia)

Ivan Picelj è stato nella sua carriera pittore, sculture, grafico e designer. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Zagabria tra il 1943 e il 1946, abbandonando poi gli studi per continuare una ricerca sperimentale e lontana dalle imposizioni del linguaggio ufficiale. La sua attivitàdi artista inizia nel 1948, ed è nel 1951 che, con gli architetti Bernardo Bernardi, Zdravko Bregovac, Zvonimir Radić, Božidar Rašica, Vjenceslav Richter, Vladimir Zarahović e i pittori Vlado Kristl e Aleksandar Srnec fonda Exat 51, il primo gruppo astratto della ex Jugoslavia, attivo durante la prima metà degli anni Cinquanta nell’allora dominante clima del realismo socialista. Svolgendo un ruolo chiave nel panorama culturale croato, il programma di Exat 51 era fortemente orientato verso l’astrattismo e la sintesi delle arti, richiamandosi al costruttivismo russo e alle esperienze Bauhaus. Nel 1959 Picelj ha iniziato una lunga collaborazione con la Denise René Gallery di Parigi, e altre gallerie internazionali come la Howard Wise di New York, la Baruch Gallery a Chicago, e la Galleria del Cavallino di Venezia. All’inizio degli anni’60 è stato fondatore e animatore di Nove Tendencije, ricoprendo anche il ruolo di graphic designer del movimento e della rivista BIT international.  A partire da quegli anni Picelj ha lavorato a diversi libri d’artista a edizione limitata, coinvolgendo nella realizzazione gli amici artisti tra i quali Richter, Alviani, Vasarely nel 1962 il manifesto dal titolo Per un’arte attiva che mostrava chiaramente la sua inclinazione al pensiero d’avanguardia. Le sue opere sono presenti in musei e istituzioni quali il Museum of Modern Art di New York, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Georges Pompidou di Parigi, il Boymans Museum a Rotterdam. Dal 2012 il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria conserva, oltre a un nucleo di sue opere, il suo Archivio e biblioteca: dono importante fatto da Anja Picelj-Kosak all’istituzione, al pubblico e agli studiosi contemporanei.