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© 2017 Cortesi Gallery

Gianfranco Pardi

(1933 - 2012 Milano, Italia)

Gianfranco Pardi nasce nel 1933 a Milano. Sin dall’inizio la sua ricerca è impostata sullo spazio e sulla progettualità costruttiva che dà vita ad opere di grande rigore formale, caratterizzate dall’integrazione di disegno, pittura e scultura in una dimensione spaziale di respiro architettonico. 

Nel 1959 si tiene la sua prima personale a Brescia, alla Galleria Alberti, mentre l’anno seguente è ospitato dalla Galleria Colonna di Milano. Del 1965 è la sua partecipazione alla mostra collettiva La figuration narrative dans l’art contemporaina Parigi. Nel 1967 comincia la sua collaborazione con lo Studio Marconi di Milano e si dedica alla realizzazione di opere che sono una rilettura delle avanguardie storiche come l’Astrattismo, il Suprematismo, il Costruttivismo e il Neoplasticismo. 

Negli anni Settanta sviluppa nelle sue Architetturela volontà di costruire e fondare uno spazio attraverso la pittura, poiché ritiene che tale mezzo espressivo possa produrre immediatamente l’idea. Le sue opere si sviluppano attraverso segni e gestualità geometriche che, insieme a poche cromie, lo aiutano ad esprimere il concetto di costruttività. 

Nel 1974, e in seguito nel 1993, partecipa alla XXVII Biennale del Palazzo della Permanente a Milano. Nel 1981 è all’interno di due importanti mostre collettive come Linee della ricerca artistica in Italia 1960/1980, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e Il luogo della forma, al Museo di Castelvecchio di Verona. Nel 1984 l’Università di Parma gli organizza una grande antologica e due anni più tardi partecipa con una personale alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta realizza le opere delle serie Cinema, Monke Maschere, concentrandosi sull’utilizzo di supporti in ferro. 

Successivamente la sua ricerca artistica si indirizza sul tema della “Montagna-Sainte Victoire”, ispirata alle opere di Cézanne, e ai cicli intitolati Nagjma, ispirati alla luce e alla notte di Tangeri, e Box, ovvero lavori realizzati con scatole di cartone. Nel 1998 Palazzo Reale a Milano ospita una sua personale. L’anno successivo vengono organizzate una serie di importanti mostre in Germania al Frankfurter Kunstverein di Francoforte, al Museo Bochum di Bochum e al Kulturhistorisches Museum di Stralsund, mentre nel 2000 si inaugura la personale dal titolo Homelessalla Galleria Giò Marconi di Milano. 

È del 2002 la retrospettiva Sheetstenuta alla Galleria Fumagalli di Bergamo, mentre nel 2003 espone di nuovo alla Galleria Giò Marconi con una serie di lavori dal titolo Danza e Restauro.

Realizza nel corso della sua carriera numerose sculture per spazi pubblici e privati: 1988 Albergo Bellevue, Malcesine (Verona); 1995 Comando generale della Guardia di Finanza, Via XX Settembre, Roma; 1996 Nave Costa Victoria, Genova; 1999 Soundtrack, SNAM San Donato Milanese (Milano); 2001 Box, Cascina Mangiagruppa Zeme Lomellina (Pavia); 2006 Danza, Piazza Amendola, Milano; 2015 Sprigionamenti, Negombo, Baia di San Montano (Ischia). Membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 2008. 

Muore a Milano il 2 febbraio del 2012. Nell’ottobre 2013 si costituisce l’Archivio Gianfranco Pardi in memoria dell’artista con l’intento di promuoverne e divulgarne la conoscenza e la figura.

Tra le più recenti mostre monografiche a lui dedicate ricordiamo quelle della Fondazione Marconi a Milano (2014), della Galerie Balice Hertling a Parigi (2015), della Cortesi Gallery nelle sue sedi di Lugano (2016) e Londra (2017).