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Jorge Eielson

(1924 Lima, Peru  – 2006 Milano, Italia)

Poeta e artista visivo, Jorge Eielson è meglio conosciuto per la sua serie Quipus, un’esplorazione di materiale, forma e comunicazione che comincia nel 1963 e continua per quattro decenni. I lavori sono ispirati dagli antichi quipus, un metodo per tenere i registri sviluppato dall’antica popolazione Inca del Perù. Eielson crea le sue versioni contemporanee dell’antico metodo allungando, contorcendo e dipingendo la tela in bande monocromatiche o policrome. Ogni tonalità, nodo ed intersezione trasmette un significato o una parola. Attraverso le torsioni e tensioni, l’artista sfida i limiti del della superficie piana, provvedendo a caricare l’opera di ulteriori significati. Il Quipuse Nodos rappresentano i due lati di Eielson come artista: prominente figura artistica dell’arte peruviana e membro del movimento delle avanguardie internazionali. In Perù, partecipa al movimento artistico “Generation 1950”; seguentemente torna in Europa, andando prima a Parigi nel 1948 e poi stabilendosi in Italia. In Europa, Eielson entra in contatto con diversi artisti tra cui Lucio Fontana, Salvatore Scarpitta, Cy Twombly, Mimmo Rotella e Alberto Burri. Questi incontri ispirano lo sviluppo del caratteristico linguaggio visuale di Eielson, che porta avanti anche nel 1970 quando si trasferisce a Roma.

 

Durante la sua vita, Eielson partecipa a quattro Biennali di Venezia (1964, 1966, 1972 e 1988) e viene incluso in Documenta V (1972). Il suo lavoro è esibito internazionalmente e fa parte di importanti collezioni tra cui il Museum of Modern Art (New York), Museo de Arte de Lima (Lima), the Rockefeller Collection (New York) e la Blanton Museum of Art (Austin, Texas).

 

Dopo una carriera fruttuosa e piena di successi, Eielson muore nel 2006 a Milano dove al tempo viveva.