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© 2017 Cortesi Gallery

Piero Dorazio

(1927 Roma, Italia – 2005 Todi, Italia)

Piero Dorazio nasce a Roma nel giugno del 1927. 

Dopo aver intrapreso gli studi in Architettura, abbandonati nel 1951, l’artista si orienta verso l’arte visiva prediligendo la pittura. 

Nel 1947, con la collaborazione di Pietro Consgra, Achille Perilli, Carla Accardi e Giulio Turcato fonda il gruppo Forma 1 ed elaborano il Mnaifesto del Formalismo – Forma 1.Profondamente ispirato al Futurismo e di chiara matrice politica, il manifesto si pone in contrasto con gli ideali della corrente artistica del Realismo Sociale portata avanti da Renato Guttuso. Questo periodo porta Dorazio ad abbracciare pienamente l’arte astratta che rimarrà il punto di riferimento per il resto della sua carriera. 

 

Sempre nel 1947 Dorazio riceve una borsa di studio per l'Ecole des Beaux-Arts di Parigi. A Parigi l’artista trascorre un anno frequentando Severini, Braque, Vantongerloo, Pevsner, Arp, Sonia Delaunay, Le Corbusier e altri artisti di spicco.

Nel 1952 partecipa e promuove la Fondazione internazionale Origine a Roma, che si occupó della pubblicazione della rivista periodica Arti Visive. L’anno successivo compie un viaggio negli Stati Uniti dove incontra Motherwell, Rothko, Kiesler, Kline and Clement Greenberg e tiene le sue prime personali alla Wittenborn One-Wall Gallery e alla Rose Fried Gallery di New York. Dopo essere rientrato a Roma nel 1954 continua a viaggiare per tutta Europa. 

Nel 1957-58, ispirato dal lavoro di Balla sul divisionismo, Dorazio inizia a creare i suoi reticoli, creati grazie alla sovrapposizione di strutture cromatiche che reinventano lo spazio e la superficie. Nello stesso anno tiene la prima personale a Roma presso la Galleria La Tartaruga. 

Gli anni '60 vedono Dorazio dedicarsi all’insegnamento presso la Graduate School of Fine Arts dell'Università della Pennsylvania. In questo periodo crea le prime composizioni di nastri a inchiostro nel suo studio a New York, composizioni che hanno dominato il suo lavoro dagli anni ’60 in poi. 

Negli anni seguenti Dorazio ricopre incarichi pubblici e privati ​​come la creazione di mosaici nelle stazioni della metropolitana di Roma. Dopo il suo ritorno in Italia nel 1974 l’artista si trasferisce nell'ex chiostro romanico di Todi in Umbria, dove rimane fino alla sua morte nel 2005.

 

Dorazio partecipa alle più importanti esposizioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia nel 1960, 1966 e 1988.

I suoi dipinti sono conservati nella più importante collezione mondiale come l'Art Institute di Chicago; The Museum of Modern Art (MoMa), New York; la Tate Gallery di Londra; la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia; e la National Gallery of Art, Washington, D.C.