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© 2017 Cortesi Gallery

Walter Leblanc

(1932 Anversa, Belgio –  1986 Bruxelles, Belgio)

Walter Leblanc nasce ad Anversa il 26 dicembre 1932. Suo padre è un ufficiale della marina, capitano di lungo corso e pilota sul fiume Schelda; sua madre è un’insegnante. Ha un fratello maggiore.

Dal 1949 al 1954, studia all’Accademia: tra gli altri, con Antoon Marstboom, il cui insegnamento apprezza enormemente, e con René De Coninck, per un corso d’incisione. Durante questi studi, prende lezioni serali alla Scuola di Arti Decorative, diretta da Roger Avermaete.

Nel 1958 è tra i membri fondatori del gruppo artistico G58, la cui prima mostra si tiene al Kasteel Middelheim. Il gruppo raccoglie giovani artisti che rappresentano una varietà di tendenze, accomunati dalla protesta contro il fatto che non un singolo giovane artista belga fosse presente nella mostra 50 Ans d’art moderne, organizzata come parte della Brussels World’s Fair (Expo 58).

Per Leblanc, il 1959 segna l’affermazione del suo uso della “tor-sione” come elemento pittorico principale nel suo lavoro. Nel 1960 rea-lizza, con l’aiuto di suo fratello, una versione definitiva della sua “mac-china per torsioni”, che gli permette l’esecuzione di torsioni metalliche molto precise. Nello stesso anno, partecipa alla dirompente mostra Monochrome Malerei a Leverkusen.

Nel 1961 la sua prima grande mostra viene organizzata al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles. Nel 1962, Leblanc cura la mostra Anti-peinture all’Hessenhuis di Anversa, insieme a Jan Gloudemans, Francis Lauwers e Filip Tas. Alla fine dello stesso anno, per mancanza di risorse e soli-darietà tra i suoi membri, il gruppo G58 cessa la sua attività. Leblanc partecipa attivamente a movimenti come ZERO e Nouvelle tendance, e a importanti mostre internazionali, come The Responsive Eye (1965), Weiss auf Weiss (1966) e Serielle Formationen (1967).

Nel 1964 realizza le sue prime “integrazioni” architettoniche (instal-lazioni) e riceve il Prix de la Jeune Peinture belge. Nel 1966, grazie alla presenza di una giuria internazionale (Roland Penrose, Umbro Apollonio, Edy de Wilde, Max Imdahl, Jean Leymarie, Bertie Urvater, Maurits Bilcke, Philippe d’Arschot e Leon Koenig), gli viene conferito il Grand Prix Europe de Peinture di Ostenda. Nel 1967 vince uno dei premi della Ve Biennale de Paris, e nel 1969 il Prix Eugène Baie de Peinture.

Nel 1970, tre mesi prima dell’apertura della 35a Biennale di Venezia, mentre il suo trasloco era previsto per luglio e la maggior parte delle sue opere erano già in Germania, Leblanc apprende di essere stato nominato come uno degli artisti scelti per rappresentare il Belgio. Riporta le sue opere in Belgio e seleziona i lavori da presentare nella sua sala personale del Padiglione belga.

Nel 1974 viene nominato Chevalier de l’Ordre de Léopold II. Dal 1981 in poi, Leblanc – che ha sempre sognato di realizzare opere monumen-tali – lavora al suo murale per la stazione della metropolitana Simonis di Bruxelles, completato postumo nell’estate del 1986.

Il 14 gennaio 1986, mentre sta andando a completare l’allestimento della sua sala nella mostra Plan-Espace / Tussen Vlak en Ruimte, a cura di Phil Mertens al Musée d’Art Moderne di Bruxelles, Walter Leblanc viene ucciso in un incidente d’auto.